Romani in pillole - Romani 1,16–17 e 11,36
Siamo a Roma nel bel mezzo del I secolo dopo Cristo. Il centro del potere. Il luogo dove si decidevano le leggi. Il posto dove si faceva rispettare l'ordine. La storia, l'influenza e la vasta estensione geografica di Roma offre sicurezza, la sicurezza che questa città potesse cambiare il mondo. Far parte di Roma, sia come cittadino che come persona che vive sotto la sua autorità, significa stabilità, protezione e potere. Roma promette pace, ordine e prosperità, ma a un prezzo.
Percorrendo le sue strade qui vicino si vedono ovunque i frutti delle conquiste. Passeggiando per i suoi quartieri si trovano templi ovunque. Templi pubblici, santuari nascosti, devozioni pubbliche e private. Sentiamo il profumo degli innumerevoli sacrifici offerti da innumerevoli mediatori, tutti alla ricerca del favore divino per la vita così com'è ora. Roma non è solo potente. Roma è profondamente religiosa. E poiché è il centro dell'impero, le strade e le case di Roma sono anche piene di persone che viene da altre parti. Lingue diverse. Usanze diverse. Storie diverse.
E all'interno di alcune di quelle case, non edifici ma case, si riuniscono piccole chiese. Un popolo fragile. Un popolo misto. Ebrei e Gentili, uomini e donne, ricchi e poveri. Non impressionante. Non influente nel senso normale del termine. Nemmeno davvero al sicuro. Ma le loro vite, e la loro lealtà sono state radicalmente cambiate da un uomo, e da un messaggio.
Un uomo. Gesù di Nazareth. Dio fatto uomo. Un ebreo. Un uomo santo. Un uomo crocifisso. Un uomo risorto… vero Dio e vero uomo. Un uomo la cui vita e il cui messaggio sono sempre più considerati pericolosi, sia per l'impero che per le tradizioni religiose consolidate dell'epoca.
E un giorno, in una di quelle case... arriva una lettera (mostra la lettera). Non è un decreto di Cesare. Non è un trattato filosofico. Non è proprio un manuale religioso. È una lettera, indirizzata a te (distribuisce la lettera). Da qualcuno che non hai mai incontrato di persona, ma di cui forse conosci già il nome. Qualcuno che conosce in parte la tua situazione. Qualcuno che crede che questa lettera, un messaggio di buona notizia, non solo sia vera, ma sia necessario che tutti voi la leggiate, la meditiate, e vi rispondiate.
Viene da un uomo di nome Paolo. Un apostolo. Un uomo che desidera profondamente venire a trovarti di persona. E prima di venire, scrive questa lettera, con attenzione e deliberatamente, per gettare le basi. Un uomo la cui vita è stata radicalmente trasformata dallo stesso messaggio che vuole che noi leggiamo.
Non vorreste leggerla? Non vorreste sentire cosa Paolo ha da dire? Non la ascoltereste con attenzione? Vedete, questa lettera afferma qualcosa di sorprendente: afferma che il vero potere che plasma il mondo non è Roma. Afferma che la vera giustizia che salva non si guadagna. Afferma che il vero Signore della storia non è Cesare, ma Gesù Cristo.
Tornando al presente, ovviamente, Roma oggi ha un aspetto molto diverso. E anche se ci sono ancora tracce delle sue conquiste e dei suoi numerosi templi, Roma continua a promettere sicurezza. Questa città cerca ancora di definire cosa sia rispettabile. Ci dice ancora dove risiede il potere, che aspetto ha il successo e come si può trovare la libertà.
Senza dubbio, Roma sembra ancora molto religiosa, che lo affermi o meno. Rimane piena di innumerevoli templi e altari. A Roma ancora ci sono innumerevoli mediatori alla ricerca del favore divino per tantissime persone, 1,4 miliardi in tutto il mondo, per essere più precisi.
Eppure, ecco che arriva la stessa lettera nel nostro mondo. Arriva nelle nostre vite. Arriva nelle nostre case. Arriva nella nostra chiesa. Non è solo un pezzo del passato, è la Parola viva del Dio vivo, che viene ad annunciare qualcosa di super importante. Vogliamo leggerla? E se vi dicessi che la vostra vita dipende da questo? Tutta la vostra vita. Non solo un aspetto della vostra vita. Non solo un momento della vostra vita. Tutta la vostra vita. Il vostro passato. Il vostro presente. Il vostro futuro. La vostra eternità.
Fratelli e sorelle di Breccia di Roma, amici e ospiti, vogliamo sicuramente leggere questa lettera ai Romani, e non solo poiché siamo qui a Roma. Vogliamo leggerla per via delle parole che abbiamo appena sentito da Romani 1,16-17. Vedete, questa lettera annuncia una buona notizia senza pari. Espone con chiarezza il bisogno più grande di ogni essere umano. E annuncia una potenza che va oltre le capacità umane, una potenza che può salvarci, trasformarci e dare un senso alla nostra vita.
Ma a Roma dobbiamo stare attenti. Questa è una cultura notoriamente cinica, e questa lettera non può essere accolta con cinismo. L'unico modo per ricevere questo messaggio è attraverso la fede. Questo è quello che vogliamo fare nella nuova serie, "Roma nun se salva da sola".
Il defunto pastore evangelico John Stott ci aiuta a capire la Lettera ai Romani in pillole. Ci offre una struttura in quattro parti o punti. E il primo punto potrebbe sorprenderci. Prima di dire ai romani come possono essere salvati, Paolo spiegherà loro perché loro, e anche noi, abbiamo bisogno di essere salvati. Da cosa dobbiamo essere salvati esattamente? Dall'ira di Dio.
1. L'ira di Dio, anche su Roma (1,18–3,20)
“Il Vangelo è la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede”. Paolo scrive questo poiché sa quanto Roma abbia bisogno del Vangelo, di essere salvata. E non solo Roma! Tutti ne hanno bisogno! Quindi Paolo inizierà da dove meno ce lo aspettiamo. Non inizierà con la grazia. Non inizierà con la speranza. Inizierà a parlarci togliendoci ogni falsa sicurezza che abbiamo.
Nei primi capitoli di questa lettera, Paolo ci spiegherà con calma e precisione che nessuno è innocente davanti a Dio. Né i gentili, né gli ebrei, né i religiosi, né i moralisti, né Roma, né noi. E lo farà non per scoraggiarci, ma per chiarire qualcosa di fondamentale ed essenziale. Finché non capiamo il nostro bisogno, il Vangelo non ci sembrerà mai una buona notizia!
Prima di renderci conto che siamo in grave pericolo dal momento in cui veniamo al mondo, non capiremo mai quanto sia prezioso il Vangelo. Un pastore-teologo una volta lo ha espresso in modo semplice: “Il Vangelo come potenza di Dio per la salvezza non ha senso se separato dal peccato, dalla condanna, dalla miseria e dalla morte”.
Questo sarà il punto di Paolo. Dobbiamo prepararci alla buona notizia conoscendo prima la cattiva notizia! Paolo ci mostrerà, quindi, che l'ira di Dio non è rabbia arbitraria. È Dio che riversa il suo giudizio per smascherare le nostre illusioni di autosufficienza. È Dio che smantella le nostre pretese di essere abbastanza buoni, o addirittura grandi! È Dio che ripulisce il terreno dalle erbacce, dalle spine e dai rovi affinché la grazia possa essere ascoltata e compresa secondo la definizione che Dio ne dà. È qui che inizierà la nostra lettera... Il Vangelo rivelerà il bisogno dell'umanità di essere salvata poiché l'ira di Dio si sta riversando, anche su Roma.
Ma non lasciate che questo vi impedisca di leggere questa lettera! Dopo le cattive notizie arriverà la notizia più bella di tutte, che può essere riassunta in una sola parola: GRAZIA.
2. La grazia di Dio, anche per Roma (3,21–8,39)
Nei capitoli dal 3 all'8 Paolo passerà poi dall'ira di Dio, che tutti noi abbiamo meritato, al dono gratuito della grazia di Dio. Paolo ci inviterà a porci le domande più importanti di tutte: che cos'è la grazia? Come si riceve la grazia? In che modo la grazia salva effettivamente?
Questo è molto importante poiché Paolo ci dirà che siamo salvati per grazia mediante la fede. Il pericolo a Roma non è che manchino di conoscenza, ma che rischiano di riporre la loro fiducia nelle cose sbagliate. Paolo chiarirà che, quando si tratta della nostra salvezza, nessuno può vantarsi davanti a Dio. Nessuno può affermare di meritare la sua grazia, il suo perdono, la sua misericordia o le sue benedizioni.
Paolo ci farà capire che la grazia di Dio non è così. La grazia di Dio non è che i cristiani romani siano migliorati grazie a regole migliori o a più rituali religiosi. La grazia non è qualcosa che possiamo gestire, guadagnare, ereditare, o mediare. La grazia di Dio è il dono di Dio in Gesù, dato per creare una nuova umanità nel cuore di Roma. Paolo ci mostrerà come questa grazia ci renda giusti davanti a Dio; come l'opera di Gesù si applichi a noi in modo che non saremo mai più condannati o sotto l'ira di Dio. E ci mostrerà che la grazia di Dio è disponibile per tutto il suo popolo, senza discriminazioni, e ricevuta allo stesso modo: mediante la fede.
In una città che vive nella paura e nel controllo, Paolo annuncerà com’è una vita senza condanna e senza separazione. Una vita in cui la sicurezza e la "bontà" non dipendono più dal potere umano e l'identità non si basa più sulla superiorità culturale o religiosa. Paolo risponderà alle domande che molti di noi già si pongono: Posso essere libero dal senso di colpa senza fingere che non esista? Posso essere giusto davanti a Dio senza dovermi continuamente dimostrare? Posso essere perdonato senza temere che mi venga tolto? Posso vivere senza condanna? Posso finalmente riposare? La lettera di Paolo dirà che possiamo.
Questa lettera ci inviterà a scoprire una grazia che non dipende dalla nostra forza, dalla nostra coerenza, o dal nostro patrimonio culturale. Una grazia che ci libera dal senso di colpa senza negarlo. Una grazia che ci dà un'identità senza confronti. Una grazia che ci dà sicurezza senza controllo.
Non vuoi leggere questa lettera con noi? Il Vangelo è la buona notizia della salvezza. L'ira di Dio si sta rivelando, anche su Roma. Ma la grazia di Dio è disponibile per fede, anche per Roma. Ciò che Roma non può dare, Dio lo dona liberamente in Cristo.
3. Il piano di Dio, includendo Roma (9–11)
Questo è sempre stato il piano di Dio. E quindi Paolo passerà ai capitoli dal 9 all'11 per descrivere il piano di salvezza di Dio. Vedremo che è un piano che include non solo gli ebrei, ma anche Roma. È un piano che Dio sta realizzando sin dall'inizio dei tempi. Paolo ci inviterà a non cercare di padroneggiare il piano di Dio, ma a confidare in esso. Affronterà con onestà domande difficili sulla storia, sulla fede, sul fallimento.
Eppure, ci mostrerà un Dio che non ha perso il controllo, né una promessa che è fallita, ma che la misericordia di Dio è più grande di quanto immaginassimo. Che Dio realizza esattamente ciò che ha sempre voluto realizzare: salvare i peccatori attraverso l'opera di suo Figlio e la potenza dello Spirito.
Poiché questo piano include anche Roma, non c'è bisogno di sentirsi superiori spiritualmente. Quante persone conosci che pensano di essere buone o religiose e quindi pensano di stare davanti a Dio per diritto? Ma Paolo vuole che capiamo che nessuno, né ebrei né gentili, né religiosi né non religiosi, è accettato davanti a Dio per diritto. Quindi, la chiesa di Roma non può vantarsi, e nemmeno noi. Dio salva per misericordia e grazia. Ha sempre salvato per misericordia e grazia. Nessuno appartiene al popolo di Dio per diritto, ma come ricompensa, solo come dono, dato per amore.
Ascoltate a cosa ci porterà una corretta comprensione del Vangelo: nel capitolo 11,36 leggiamo che “Da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria nei secoli. Amen”. Ci porterà alla lode e una veritiera professione di fede!
Paolo sa che questa verità ha lo scopo di stupirci, renderci umili, trasformarci e riorientare la nostra vita. Poiché tutto si sta svolgendo secondo il piano di Dio: il suo piano promesso, il suo piano fedele, il suo piano infallibile, il suo piano misericordioso per salvare i peccatori, inclusi quelli di Roma.
Ti piacerebbe leggere una lettera che possa affrontare le domande più difficili che ci portiamo dentro? Una lettera che possa condurci, non all'ansia, ma alla pace, e alla gioia, e a una adorazione liberatoria?
4. La volontà di Dio, per tutti noi (12,1–15,13)
Che aspetto ha questa adorazione? Che aspetto ha una vita cambiata dall'amore di Dio in Gesù? Come inizia una vita toccata dalla grazia di Dio? Nella conclusione della sua lettera, Paolo ci aiuterà a capire che il Vangelo non si ferma al perdono. Continuerà a rivelare la volontà di Dio, per tutti noi, ed in ogni parte della vita. Un cuore cambiato dalla grazia di Dio produce una vita cambiata, una vita che cammina in gioiosa obbedienza alla buona volontà di Dio.
Paolo ci aiuterà a vedere che l'obbedienza cristiana non guadagna la salvezza, ma la riflette! Ci aiuterà a capire cosa significa un’adorazione incarnata. Menti rinnovate. Relazioni trasformate. Unità nella diversità. Amore senza ipocrisia. Vita insieme che rifiuta di dominare o disprezzare. In altre parole, una vita molto diversa da quella che troviamo a Roma.
Ecco la lettera ai Romani in pillole. Vuoi vedere come l'obbedienza può essere il frutto gioioso del Vangelo, invece che una condizione per riceverlo? Vuoi riflettere insieme su cosa vuol dire vivere una vita cristiana pubblica, visibile, incarnata? Una vita caratterizzata da amore, umiltà, diversità, fedeltà e speranza? Su come relazionarsi con l'autorità senza idolatrarla e gli uni con gli altri senza paragoni? Vuoi sapere qual è la volontà di Dio per la tua vita? E per la vita della nostra chiesa? Allora ti consigliamo di leggere questa lettera con noi.
Roma nun se salva da sola, ma, come vedremo chiaramente, Dio salva Roma per grazia, per mezzo della fede in Cristo.
Il Vangelo è la buona notizia della potenza salvifica di Dio. È una potenza che non viene da Roma, ma è per Roma. Non è per la gloria della chiesa, ma per la gloria di Dio…perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria nei secoli. Amen.
Per concludere, abbiamo pensato a due modi in cui la nostra chiesa può mantenere chiaro l'obiettivo di questa serie nella nostra vita quotidiana.
Primo, vogliamo leggere insieme la Lettera ai Romani. Per aiutarci a farlo, useremo una guida alla lettura e allo studio di John Stott, Romani. Una guida allo studio individuale o di gruppo. Oltre alla domenica sera, vi incoraggiamo a usarla durante la settimana, a casa, personalmente e in famiglia, per leggere la lettera e riflettere sul suo messaggio per la nostra vita. I libri saranno disponibili da domenica prossima, e ogni famiglia ne riceverà una copia. Invitiamo tutti voi a percorrere questo cammino insieme a noi.
Secondo, abbiamo creato un semplice acronimo per aiutarci a ricordare ciò che questa lettera ai Romani ci insegnerà e ciò che dovrebbe suscitare in noi. Ve lo condividerò brevemente ora e ci torneremo spesso nei prossimi mesi…
Riposiamo nella giustizia ricevuta
Onoriamo Dio sempre
Mortifichiamo il peccato
Amiamoci gli uni gli altri
Nutriamo una vita rinnovata
Incoraggiamo la testimonianza dell'evangelo
ROMANI REDENTI... Questo è ciò che vogliamo diventare mentre leggiamo insieme questa lettura.