Il Servo che dà speranza - Isaia 42,1–9
I vangeli (Matteo, Marco, Luca e Giovanni) ci presentano la persona di Gesù Cristo in quadricromia. Sono questi vangeli che sono le fotografie e la carta d’identità di Gesù. Questo per quanto riguarda il NT. Se pensiamo all’Antico Testamento, il testo che abbiamo letto è forse il più bel ritratto di Gesù Cristo 700 anni prima della sua nascita. Qui troviamo in anticipo ciò che Gesù sarebbe stato. È presentato come il “servo” di Dio e il personaggio principale del “libro della consolazione”: Colui che è venuto a portare speranza al mondo. La speranza è intrecciata alla persona di Gesù. Chi conosce Gesù riceve la speranza. Fuori da Gesù, lontano da Lui, non c’è speranza possibile e vera per te, per noi, per il mondo intero. Vuoi conoscere Gesù? Ecco tre tratti che compongono il suo profilo.
1. Viene da Dio
Intanto il servo non si presenta da solo, ma viene introdotto da Dio Padre. “Ecco il mio servo”, ecco il “mio eletto” (v.1). Il servo non è solo, non viene su come un fungo e nemmeno come un meteorite, ma c’è qualcuno con Lui che gli è intimamente legato. Addirittura, il Padre lo tiene per mano (v.6) tanto è l’affetto e l’intimità tra i due e gioisce per lui e con lui (v.1).
Come se non bastasse, il servo-Gesù viene rivestito e ripieno dello Spirito santo (v.1). Insomma, il Servo non nasce dal basso, ma pur identificandosi con la gente per portare loro speranza, la sua origine è divina. Viene da Dio Padre ed è sostenuto da Lui, è ripieno di Spirito Santo e agisce con la sua potenza. Il Servo-Gesù ha una relazione speciale con Dio da cui viene mandato e di cui è ricolmo.
Qui c’è un punto importante. Già nell’AT, Gesù è presentato nella compagnia e nella comunione della Trinità. Dio è uno e tre allo stesso tempo: il servo qui promesso è Dio Figlio diventato uomo che il Padre ha mandato e che lo Spirito riempie. Questo è il nostro Dio: è il Creatore del mondo, Colui che dona il respiro a tutti (v.6), anche a te. È Dio Padre, è Dio Figlio, è Dio Spirito Santo: l’unico Dio, tre Persone. Quando una Persona agisce, tutte e tre agiscono insieme. Quando il Servo viene in Gesù Cristo, Dio Padre lo manda e Dio Spirito lo potenzia.
Quest’anno stiamo ricordando i 1700 anni dal Concilio di Nicea: un incontro antico in cui la chiesa cristiana riconobbe esplicitamente proprio quello che questo capitolo insegna prima ancora della venuta di Gesù: e cioè che Gesù è Dio da Dio, Luce da Luce, vero Dio da vero Dio. Gesù è il Servo-Figlio mandato dal Padre e ripieno di Spirito Santo. A Lui sia la gloria perché nessun altro è degno della lode che solo a Lui spetta (v.8).
2. Va alle nazioni
Il ritratto di questo capitolo ci dice da dove viene il Servo (viene da Dio) e ci dice anche dove è andato. Qui si dice che è venuto sulla terra e sulle isole (v.4). La sua destinazione geografica è il nostro mondo. Lui non è rimasto dov’era (da Dio, con Dio Padre) ma è uscito da dov’era (per così dire) per venire nel mondo. La missione del Servo non è un’esplorazione geografica o un giro turistico. Ci viene detto che verrà alle nazioni, ai popoli, alle genti (v.6). Il suo obbiettivo è di illuminare il mondo buio, di portare luce alle persone nelle tenebre (v.7). Infatti, Gesù è la luce del mondo e chi lo segue non cammina nel buio (Giovanni 8,12).
Uno dei motti della Riforma protestante è stato “Lux lucet in tenebris”, la luce splende nelle tenebre (Giovanni 1,5), rappresentato da una candela accesa. Il Servo è venuto per accendere la luce di Dio nel buio della nostra vita e per essere la luce che rischiara le tenebre. A noi Gesù ha detto di non tenere la luce dell’evangelo sotto il moggio (Marco 4,21-25), di non nasconderlo, ma di farla risplendere intorno a noi. Ci ha anche detto di andare alle nazioni (Matteo 28,19), fino alle estremità della terra (Atti 1,8) per far conoscere la missione e l’opera del Servo in ogni luogo e a tutti.
Nell’andare alle nazioni, il servo fa conoscere la giustizia di Dio (v.1). Lui era giusto in sé (v.6) e viene da Dio per mostrare la giustizia di Dio. Addirittura, non verrà meno sino a quando non l’abbia stabilita (v.4). Qui c’è già in filigrana l’opera che il Servo-Gesù ha compiuto con la sua morte in croce: lui giusto, morto per gli ingiusti, per donare loro la sua giustizia (1 Pietro 3,18). Non è solo venuto ad annunciare la giustizia o a difendere la giustizia, ma è venuto per farla, pagarla, ristabilirla e donarla a chi crede.
La luce del Servo è accesa qui e la sua giustizia è proclamata ora. Vedi la sua luce? Sei rivestito della sua giustizia?
3. Viene a noi
Il Servo-Gesù viene da Dio e va nel mondo. Il testo dice qualcosa in più e cioè che la sua missione si rivolge a persone vere, bisognose, problematiche, gravate, appesantite, sofferenti. In altre parole, il Servo è venuto per noi, per me e per te.
Il Servo è venuto per noi che siamo “canne rotte” (v.3): non per spezzarci ulteriormente ma per ricomporci e risanarci. Egli è venuto per fiammelle che si stanno spegnendo (v.3): non per eliminarle ma per ravvivarle. Gesù è venuto per ciechi come noi (v.7), non per condannarci al buio perenne, ma per farci vedere la luce della vita. Gesù è venuto per prigionieri come noi, incarcerati nella schiavitù del male e nella spirale del peccato (v.7), non per tenerci rinchiusi per sempre, ma per farci uscire di prigione e per farci gustare la libertà. Gesù è venuto per fare una nuova alleanza tra Dio e l’umanità (v.6), per aprire una nuova stagione di vita, per dare una svolta a vite rotte, per portare guarigione a esistenze malate, per dare salvezza ora e per sempre a chi crede.
Il Servo-Gesù è venuto per me, per te. È venuto da Dio al mondo per stabilire una relazione personale con noi, avendo pagato Lui per noi. Questa è la speranza di cui Isaia parla. Non la speranza in noi stessi, non la speranza in un futuro migliore, non la speranza in un generico ottimismo, ma la speranza nel Servo di Dio incarnato in Gesù Cristo, morto per i peccatori per ristabilire la giustizia di Dio e per donare la vita eterna.
Gesù viene a noi. Gesù accende la luce. Gesù dona la sua giustizia. Se non è questa la tua speranza, non ci sarà mai speranza per te. Ma se ascolti e ricevi il Servo-Gesù, allora anche per te ci sarà una vera riforma: “Lux lucet in tenebris”, la luce splenderà nelle tenebre!